CHI SIAMO

Mai più pane con farine non tracciate, cotto in forni abusivi e poi venduto su sedie o nascosto nei bauli delle auto in ogni angolo della città. Il Pane, quello con la “P” maiuscola si autoregolamenta per premiare i panificatori virtuosi, per tutelare i consumatori golosi ed al tempo stesso consapevoli.

Proprio per questo l’Associazione Provinciale Libera Panificatori Napoletani in collaborazione con il professore Vincenzo Peretti dell’Università Federico II ha studiato un apposito bollino da apporre sul prodotto. Per ottenerlo basta seguire semplici regole di produzione, oltre che ad essere ovviamente iscritti all’APLPN: si parte dalle linee guida essenziali come la preparazione e la tracciabilità. Elementi indispensabili alla luce del recente provvedimento adottato da Consiglio Regionale della Campania.

Il pane deve essere ottenuto dalla cottura di una pasta lievitata. Preparata con sfarinati, grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune. Il processo di lavorazione non deve essere interrotto per operazioni tipo congelamento o simili tranne che per quelli a lievitazione prolungata. La certificazione del territorio di provenienza delle materie prime trasformate deve essere un altro fiore all’occhiello. A partire proprio dalla farina, certificata dal molino, che dovrà avere la presenza di una percentuale di grano nazionale. Ed essere, ovviamente, priva delle terribili aflatossine. L’altro punto importante per la preparazione del prodotto è naturalmente il lievito. Si deve utilizzare quello naturale fresco (criscito) o in alternativa quello di birra fresco prodotto in Italia.

Il tutto nelle percentuali che normalmente vengono utilizzate per la preparazione dei tipici pani napoletani. Libero spazio alla fantasia per quello che concerne la preparazione dell’impasto. Manualmente o meccanicamente, ogni panificatore è chiamato a comportarsi liberamente a seconda dei mezzi che si hanno a disposizione. Mentre la cottura può essere eseguita sia nei forni tradizionali che in quelli di ultima generazione che consentono variazioni di equilibrio a seconda del modo nel quale sarà successivamente venduto. Logo sul pane prodotto solo per chi garantirà grande controllo dei locali di lavoro.

Non si possono trascurare cose importanti come il rispetto delle norme igienico-sanitarie dei locali e degli addetti che in essi lavorano venendo a contatto con elementi che saranno successivamente proposti al consumatore finale.Lo smaltimento dei rifiuti deve essere fatto in maniera corretta. Prevista infatti la raccolta differenziata per separare l’umido dai normali scarti indifferenziati. Insomma un percorso sicuramente innovativo che coniuga la tradizione con il rispetto di tutte quelle norme che servono a garantire la salute dei consumatori. Solo così si potrà essere certi di aver fatto centro oltre a combattere tutte quelle forme sbagliate di fare pane che contribuiscono a fare confusione. Basta il pane ad ogni angolo di strada perché il Pane Fresco Napoletano potrà essere commercializzato al banco oppure confezionato con tanto di etichetta e busta forata per alimenti.

L’importante è che una volta conseguito il bollino che lo certifica, ogni panificio lo esponga in maniera evidente. Chiaramente non potranno produrre Pane Fresco Napoletano tutti quei forni che lavorano “in nero” senza avere partita IVA, registri contabili e lavoratori non in regola. Questo per contrastare gli abusivi del pane. Non necessariamente fiancheggiatori della camorra ma semplici esempi di ditte non in regola con le più elementari norme. L’anno nuovo insomma si apre con una notizia sicuramente positiva che porterà una ventata di novità nel mondo del pane.

DISCIPLINARE
  1. Il Pane Fresco Napoletano deve essere ottenuto dalla cottura di una pasta lievitata. Preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune.
  2. Il processo di lavorazione non deve essere interrotto per operazioni tipo congelamento o simili tranne che per quelli a  lievitazione prolungata.
  3. La certificazione del territorio di provenienza delle materie prime trasformate deve essere un altro fiore all’occhiello di questo prodotto. A partire proprio dalla farina, certificata dal molino, che dovrà avere la presenza di una percentuale di grano nazionale. Ed essere, ovviamente, priva delle terribili aflatossine.
  4. L’altro punto importante per la preparazione del prodotto è naturalmente il lievito. Si deve utilizzare quello naturale fresco (criscito) o in alternativa quello di birra fresco prodotto in Italia. Il tutto nelle percentuali che normalmente vengono utilizzate per la preparazione dei tipici pani napoletani.
  5. Libero spazio alla fantasia per quello che concerne la preparazione dell’impasto.  Manualmente o meccanicamente, ogni panificatore è chiamato a comportarsi liberamente a seconda dei mezzi che si hanno a disposizione.
  1. La cottura può essere eseguita sia nei forni tradizionali che in quelli di ultima generazione che consentono variazioni di equilibrio a seconda del modo nel quale sarà successivamente venduto.
  2. Logo sul pane prodotto solo per chi garantirà grande controllo dei locali di lavoro. Non si possono trascurare cose importanti come il rispetto delle norme igienico sanitarie dei locali e degli addetti che in essi lavorano venendo a contatto con elementi che saranno successivamente proposti al consumatore finale. La sicurezza e il successo del prodotto finale non può prescindere ovviamente da queste importanti norme.
  3. Lo smaltimento dei rifiuti deve essere fatto in maniera corretta. Prevista la raccolta differenziata per separare l’umido dai normali scarti indifferenziati.
  4. Il Pane Fresco Napoletano potrà essere commercializzato al banco oppure confezionato con tanto di etichetta e busta forata per alimenti. L’importante è che una volta conseguito il bollino che lo certifica, ogni panificio lo esponga in maniera evidente.
  5. Chiaramente non potranno produrre Pane Fresco Napoletano tutti quei forni che lavorano “in nero” senza avere partita Iva, registri contabili e lavoratori non in regola.
ASSOCIATI
Ditta Teresa Esposito Panificio & Biscottificio
80042
Fornai D’Italia Srl
80027
Il Vostro Fornaio S.P.A
80016
Luigi Rarità & Co srl.
80026
Pandelgiorno Srl
80122
Panificio Esposito Pasquale
80014
Panificio Franzese di Antonio Mariano
80040
Panificio I.P.T. srl
80058
Panificio Rescigno Antonio
80137
Panificio Russo Sas di Petrella Salvatore & C.
80011
Pappacena Sas di Giuseppe Pappacena
80047
Boscotrecase
Piazza S. Anna 21/23/25
081 8581790
Frattamaggiore
Via Carbonari 22
081 8355120
Marano di Napoli
Via Marano – Pianura 248 Bis
081 5874758
Casoria
Via Pio Xii 60
081 7386697
Napoli
Via Caracciolo 15
347 7909948
Giugliano in Campania
Via Festinese 108
081 8047900
Palma Campania
Via Trieste 216/218
081 5287431
Torre Annunziata
Via Roma 186
081 8615697
Napoli
Via Cirillo 74
081 449823
Acerra
Via Durante
081 5200795
S.Giuseppe Vesuviano
Via Mattiuli 191
081 5293195
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+39 338.72.67.362

Via Michele Parise 51, Napoli

23 GIU 2015
SEQUESTRO PANE E CHIUSURA FORNI NEL NAPOLETANO.
I carabinieri hanno messo i sigilli, nella provincia di Napoli a vari panifici: 6 ad Acerra, 3 ad Arzano e 4 a Crispano, Pomigliano d'Arco, Afragola e Casoria. Ovviamente, i forni sono stati trovati in condizioni igienico sanitarie pessime. Addirittura sono stati trovati depositi di legna proveniente da scarti di cantieri edili, con chiodi arrugginiti ed evidenti tracce di calce e vernici in uso presso i panifici. Il tutto a danno della salute dei consumatori. ECCO UN ALTRO MOTIVO PER SCEGLIERE I FORNI CHE PRESENTANO IL MARCHIO: PANE FRESCO NAPOLETANO! 
22 GIU 2015
BAKERY 2015
Pane Fresco Napoletano in tour anche alla manifestazione BAKERY di Roma dopo la presentazione a Bari.
12 MAR 2015
Incontro alla Regione per affrontare il tema: Crisi della panificazione in Campania
Giovedi 12 marzo l'Associazione Panificatori ha di nuovo incontrato il Responsabile dei Controlli della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate. L'Associazione assieme ad altre rappresentanze sindacali è stata ospite dell'Assessore Nappi, sempre attento alle problematiche che riguardano le aziende campane. E' stato istituito un tavolo permanente con il programma di effettuare alcuni incontri sul territorio affinchè le ragioni della categoria, colpita dalla crisi già da anni, possano essere rappresentate alle autorità che vigilano sul rispetto delle norme. Sono intervenuti al tavolo, per l'Associazione Provinciale Libera Panificatori, il Presidente Pappacena, il Responsabile Regionale Antonio Rescigno ed il dott. Carmine Pacchiano che hanno evidenziati all'ente Regione ed a quello fiscale, i mali che attanagliano i panificatori e che rischiano di mettere fuori mercato moltissime aziende. L'Associazione intende altresì organizzare una manifestazione in qualche piazza partenopea per sensibilizzare anche i consumatori ed invitarli a preferire il pane di qualità... meglio se con il marchio Panefresconapoletano!
11 MAR 2015
PANIFICATORI A LEZIONE
I panificatori alla scoperta di nuove materie prime e nuovi mix per ampliare l'offerta e la produzione. Presso la sede de Lesaffre di Napoli, l'11 marzo scorso si è svolto un incontro cui  hanno preso parte il vertice dell'APLPN. L'incontro è stato organizzato dalla nota azienda francese che, vicino alle esigenze dei panificatori, ha presentato nuovi prodotti che potranno essere utili nei panifici. Parlando di qualità, l'occasione è stata ghiotta per presentare il progetto Pane Fresco Napoletano alla platea. Il dott. Carmine Pacchiano ed il presidente Giuseppe Pappacena hanno esposto con chiarezza sia il progetto sia il sito internet fatto ad hoc. Presente anche il Responsabile del Pane Fresco Napoletano Giuseppe Petrella nonchè altri esponenti come Roberto Evacuo, Luigi Rarità ed il maestro Pasquale Esposito.
23 GIU 2015
SEQUESTRO PANE E CHIUSURA FORNI NEL NAPOLETANO.
I carabinieri hanno messo i sigilli, nella provincia di Napoli a vari panifici: 6 ad Acerra, 3 ad Arzano e 4 a Crispano, Pomigliano d'Arco, Afragola e Casoria. Ovviamente, i forni sono stati trovati in condizioni igienico sanitarie pessime. Addirittura sono stati trovati depositi di legna proveniente da scarti di cantieri edili, con chiodi arrugginiti ed evidenti tracce di calce e vernici in uso presso i panifici. Il tutto a danno della salute dei consumatori. ECCO UN ALTRO MOTIVO PER SCEGLIERE I FORNI CHE PRESENTANO IL MARCHIO: PANE FRESCO NAPOLETANO!